Il ministro dell'Ambiente: «Niente Tav se è dannosa»

DAL SITO DEL CORRIERE


«Se qualcuno dimostrasse che c'è un danno oggettivo per l'ambiente o un danno per la salute dei cittadini interverrò bloccando l'opera, a quel punto gli accordi europei verrebero meno». Orlando si sente sulle spalle un'infinità di impegni non mantenuti con gli altri paesi europei: «Dobbiamo lavorare per diminuire le procedure di infrazione aperte nei confronti del nostro paese, sono delle spade di damocle che ci espongono così come le emergenze che assorbono gran parte del mio lavoro». La tutela dell'ambiente per Orlando deve partire dalla lotta contro il consumo di suolo: «Anche tra i costruttori c'è chi ha capito che il vero rilancio non può arrivare da nuove costruzioni ma dalla riqualificazione di quelle esistenti». La nota dolente del ministero dell'ambiente è la mobilità sostenibile: «Non ci sono fondi per finanziarla, riusciremo ad appoggiare le città che si sono già impegnate in questo senso, di più non è possibile».
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Laghi italiani, Legambiente: ancora molte le criticità

DAL SITO DI GREENREPORT.IT


Il 51% degli oltre 100 campioni di acque provenienti dai laghi italiani, ha una carica batterica al di sopra dei limiti previsti dalla legge. Questo in estrema sintesi il risultato della campagna nazionale di Legambiente, Goletta dei Laghi giunta al termine della sua ottava edizione.
Durante il corso di un mese di monitoraggi, iniziative di denuncia e dibattiti di approfondimento, la Goletta dei Laghi ha posto l’accento sulle situazioni critiche per rilevare la presenza di scarichi non depurati che ancora oggi si riversano negli specchi lacustri, delle regioni del nord e centro Italia (Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, del Lazio e dell’Umbria).
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"Per un pugno di taniche", dossier Legambiente sul petrolio italiano

DAL SITO QUALENERGIA.IT


Un dossier di Legambiente mostra come l’Italia stia diventando il paradiso fiscale dei petrolieri. L'appello dell'associazione: “Fermare subito le nuove trivelle dall’Adriatico, allo Jonio e fino al Canale di Sicilia. Il Parlamento cancelli l’articolo 35 del decreto sviluppo e ridia un ruolo decisionale agli enti locali”.
Nel Canale di Sicilia oltre a quelli già rilasciati incombono 10 richieste di permessi di ricerca per 4mila kmq: a sud di Capo Passero, a largo di Gela, di Pozzallo, di Agrigento e tra Marsala e Mazara del Vallo. E' corsa all’oro nero nel mare italiano: 24mila chilometri quadrati, un’area grande come la Sardegna, è sotto scacco delle compagnie petrolifere. Un fermento per le attività petrolifere favorito da scellerata Strategia Energetica Nazionale che punta al rilancio della produzione di idrocarburi e, in particolare, da norme, come l’articolo 35 del decreto sviluppo, approvato il 26 giugno 2012, che hanno riaperto la strada alle attività anche nelle aree sottocosta e di maggior pregio.
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Marea nera in un Parco nazionale della Thailandia: in mare 50mila litri di greggio

DAL SITO DI GREENREPORT.IT


Il petrolio greggio è fuoriuscito la mattina del 28 luglio da una condotta offshore di una raffineria gestita dalla Ptt Global Chemical Plc (Pttgc) a Map Ta Phut , nella zona industriale della provincia di Rayong . Un vero e proprio disastro che ha richiesto la mobilitazione della marina militare thailandese e delle imbarcazioni private che non sono riuscite a contenere la marea nera nonostante l’incidente alla pipeline fosse stato segnalato quasi subito.

Il ministro dell’ambiente e delle risorse naturali, Wichet Kasemthongsri, ha visitato l’isola per rendersi conto della situazione ed ha detto che «Chi inquina deve assumersi la piena responsabilità per i danni, ma la priorità ora è quella di affrontare i danni causati dal petrolio».
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Madrid, rivoluzione parcheggi: le auto inquinanti pagano di più

DAL SITO ECO DALLE CITTA'


E se a determinare il prezzo della sosta fosse la categoria dell'auto? Ci stanno provando nella capitale di Spagna, dove il provvedimento, ancora in fase di definizione, dovrebbe entrare in vigore nel 2014. Saranno individuate cinque fasce di prezzo, regolate sulla base delle emissioni di NO2
La novità più importante è senz'altro quella delle fasce di inquinanti: è la prima volta che si applica il sistema Ecopass anche alla sosta a pagamento. La proposta è quella di creare una suddivisione in cinque categorie, che non dovrebbero corrispondere esattamente agli Euro standard, ma che prenderanno come criterio base le emissioni di biossido d'azoto (NO2), l'inquinante più problematico per Madrid. Un'idea sicuramente innovativa, ma che non ha mancato di suscitare polemiche. Il timore è che in questo modo vengano penalizzate proprio le famiglie meno abbienti, che tendenzialmente possiedono automobili più vecchie, e dunque più inquinanti.
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Roma, pedonalizzazione dei Fori e salvaguardia del Colosseo: parte il conto alla rovescia

DAL SITO ECO DALLE CITTA'


Il 3 agosto si parte con la chiusura al traffico di Via dei Fori Imperiali. Ripercorriamo 2 mesi di progetti, lavori, polemiche riguardo la strada più antica e bella del mondo.
La prima promessa fatta dal sindaco Ignazio Marino sta per essere mantenuta. Nonostante le polemiche sollevate soprattutto dai cittadini del I Municipio romano che temono di veder riversare il traffico in Via Merulana, nonostante il progetto di ciclabilità su via Labicana venga continuamente rivisto e ampliato, il 3 agosto si festeggia con la "Notte dei Fori" l’apertura dei Fori Imperiali liberati dalle automobili. Il tratto di via dei Fori imperiali che parte da largo Corrado Ricci e arriva fino sotto il Colosseo dalle 19 di sabato sarà chiuso e pedonalizzato per la festa e riaprirà solo per trasporto pubblico, taxi e veicoli d'emergenza alle 19 di domenica.
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Incredibile Cina: investirà 490 miliardi di dollari per lottare contro l’inquinamento di aria ed acqua

DAL SITO DI GREENREPORT.IT


In Cina, il governo ha annunciato che spenderà l’astronomica cifra di 3.000 miliardi di yuan (489,3 miliardi di dollari) «Per rafforzare la prevenzione ed il trattamento dell’inquinamento dell’aria e dell’acqua».
Grazie agli sforzi crescenti del Paese per fermare l’inquinamento, il settore della protezione ambientale è in piena crescita. Il valore della produzione dell’industria del risparmio energetico e della protezione dell’ambiente durante il periodo del 12esimo piano quinquennale (2011-2015) dovrebbe così superare i 10.000 miliardi di yuan».
La realtà è che la Cina sta cominciando appena a fare i conti con gli effetti della sua rapidissima crescita economica, che sta erodendo le stesse basi delle sue risorse.
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