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La Terra dei fuochi di casa nostra tra Barge e Revello

COMUNICATO STAMPA LEGAMBIENTE PIEMONTE

Condannati per aver interrato rifiuti speciali nel Cuneese
Legambiente, a cui è stato riconosciuto il danno morale, esprime soddisfazione per la sentenza: “Ora si proceda rapidamente con le bonifiche”

Sono stati condannati in primo grado nell’ambito del processo sull’interramento di car fluff a Barge e Revello (CN) Gian Bartolo Ambrogio, Alberto Michele Boeris e Maria Bainotti, rispettivamente alla pena di 3 anni e 50 mila euro di ammenda, 13 mesi e 6 mila euro di ammenda, 9 mesi e 4.500 euro di ammenda. Il processo ha riguardato l’interramento di rifiuti speciali provenienti dalla frantumazione di carcasse di autoveicoli in 4 nuovi siti che si vanno a sommare ai 12 del precedente procedimento che aveva già portato nel 2009 alla condanna definitiva di Gian Bartolo Ambrogio.

La condanna nei confronti di Ambrogio e di Boeris è per “aver realizzato e gestito, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso ed in concorso tra di loro, più discariche non autorizzate di rifiuti speciali derivanti dalla frantumazione di carcasse di autoveicoli ed altri contenenti sostanze tossiche e nocive”; inoltre per Ambrogio e Bainotti per il “re-interramentro del car fluff già rinvenuto, estratto e sottoposto a sequestro nell’ambito del precedente procedimento penale”. La sentenza assolve invece gli imputati non con formula piena ma dubitativa dal reato di “avvelenamento di acque di falda idrica sotterranea destinate all’alimentazione umana”.

A Legambiente, assistita nel processo dall’avvocato Annalisa Baratto, e costituitasi insieme al Comune di Barge parte civile, viene riconosciuta la somma di 60.000 euro, che si vanno a sommare ai 75.000 euro già riconosciuti nel precedente processo (e mai corrisposti), per il “danno morale derivante dalla lesione del diritto della personalità dell'associazione al perseguimento del proprio scopo sociale di salvaguardia dell'ambiente”.

“Siamo soddisfatti per l’esito del processo che condanna i colpevoli dell’interramento illecito di rifiuti. Questa vicenda non fa altro che confermare le preoccupazioni che Legambiente ogni anno attraverso il rapporto Ecomafia denuncia relativamente ai reati ambientali nella nostra regione. Soltanto in Piemonte nel 2012 sono state accertate 213 infrazioni, 342 persone denunciate, 3 arresti e 52 sequestri -dichiara Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta-. Alla luce del dispositivo che assolve non con formula piena ma dubitativa gli imputati dal reato di avvelenamento della falda e in attesa di leggere le motivazioni della sentenza, rimaniamo preoccupati per i valori emersi nel corso del processo relativi alla presenza di sostanze inquinanti (metalli pesanti) all'interno delle falde acquifere e alle possibili ripercussioni sulla salute dei cittadini. Inoltre auspichiamo e ci impegneremo affinché al più presto si avviino e arrivino a conclusione le bonifiche di tutti i terreni inquinati”.

Aggressione ai fiume della Valpellice: le osservazioni di Legambiente Valpellice

COMUNICATO STAMPA LEGAMBIENTE VALPELLICE

Purtroppo continua a non essere una novità, piovono richieste su tutti i torrenti. 

Ricordiamo brevemente i quattro fattori principali di danno ai corsi d’acqua:
1.la sottrazione di una sempre maggiore quantità d’acqua da parte delle centrali idroelettriche e dei canali di irrigazione;
2.il progressivo peggioramento dei parametri di qualità, in quanto sempre nuove sostanze inquinanti arrivano nell’ambiente, senza riuscire ad essere “diluite” nella poca acqua rimasta;
3.la distruzione degli habitat adatti a far vivere pesci, anfibi, insetti e tutti gli altri organismi acquatici: i ricorrenti lavori nell’alveo dei fiumi, svolti in modo poco competente, hanno reso il Torrente Pellice, in particolare, un “deserto biologico”;
4.l’indicatore principale e più diretto della qualità ambientale di un corso d’acqua, la presenza di popolazioni ittiche ben strutturate e capaci di riprodursi, ci dice che, in Val Pellice, siamo vicini a un punto di non ritorno, siamo cioè quasi riusciti a provocare l’estinzione di alcune specie tipiche del nostro territorio.

Leggi le Osservazioni Legambiente: Liussa 
 
Leggi le Osservazioni Legambiente: Cruello

Valpellice: Nuova Associazione per la tutela degli ambienti acquatici e dell'ittiofauna

COMUNICATO STAMPA: Associazione per la tutela degli ambienti acquatici e dell'ittiofauna

Cari Amici, con la presente vi informo che il prossimo 20 novembre, a Luserna S.G. (Saletta d'arte, Comune di Luserna S.G., ore 20,30) si terrà l'incontro costitutivo di una nuova associazione di volontariato, denominata "Associazione per la tutela degli ambienti acquatici e dell'ittiofauna" (di cui vi allego una breve presentazione). 
Si è deciso di arrivare a questo passo in quanto si era progressivamente esaurita l'esperienza dell'Associazione Pescatori Riuniti della Val Pellice (conosciuta anche come "Consiglio di Valle") che, a partire dal 1987, ha gestito le strutture dell'Incubatoio Ittico Provinciale di Luserna S.G. e tutte le attività collegate (vertenze ambientali, recuperi di ittiofauna in caso di lavori o di messa in asciutta dei corsi d'acqua, semine, campagne ittiogeniche, ecc.). 
Si è stabilito di costituire una nuova associazione sulla base del modello delle organizzazioni di volontariato di tutela ambientale soprattutto per sottolineare il fatto che chi si impegnerà nelle sue attività ed iniziative lo farà a titolo esclusivamente volontario e con il fine di migliorare la (oggi difficile) situazione dei nostri corsi d'acqua. 
L'associazione collaborerà con tutti quelli (Enti pubblici e privati, associazioni, comitati, cittadini) che si impegnano per le stesse finalità. Vi invito a partecipare alla seduta costitutiva e, naturalmente, a prestare la vostra opera nelle attività che la nuova associazione proporrà. Vi ringrazio per l'attenzione e vi faccio i miei più cordiali saluti. 
Marco Baltieri.

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Ambienti acquatici: il Piemonte attui la legge!

COMUNICATO STAMPA LEGAMBIENTE PIEMONTE

A sei anni dall'entrata in vigore la legge regionale 37 resta lettera morta. La Regione smetta di inchinarsi alle pressioni di piccole lobby e si impegni in modo concreto a favore dell'ambiente e della biodiversità! 


“Il fatto davvero grave –sottolinea Marco Baltieri, responsabile Acqua e Difesa del suolo di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta- sta però ancora a monte di queste abrogazioni così scorrette e preoccupanti nel metodo e nei contenuti: a sei anni dall'entrata in vigore della legge 37 il Piano Ittico Regionale non è stato ancora approvato, pur avendo superato tutte le tappe dell'iter attuativo, compresa la procedura di Valutazione Ambientale Strategica (che ha comportato, oltretutto, impegno di tempo e di risorse da parte dell'Ente pubblico). 
I motivi di questa mancata attuazione di una parte fondamentale della legge sono, attualmente, esclusivamente politici. La sua approvazione non sarebbe altro che un atto dovuto da parte della Giunta regionale, in quanto si tratta di un documento che dà attuazione a una legge, che ha superato tutte le fasi di esame e di modifica previste dalla normativa e che è necessario per garantire una corretta tutela e gestione degli ecosistemi acquatici e della biodiversità. Non farlo dimostra ancora una volta l'inazione dell'attuale Governo regionale e il suo inchinarsi alle pressioni di piccole lobby che hanno più cari i propri interessi privati o localistici che non i grandi temi dell'ambiente e della biodiversità”.
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Grandi opere: si alzano le paratie del Mose, si abbassano quelle della legalità

DAL SITO DEL FATTO QUOTIDIANO.IT

Per chi volesse immaginarsi la scena di sabato scorso c’è un modello inarrivabile. E’ quella del Cetto Laqualunque vittorioso che, qualora il “ponte di Pilu” che unirà la Sicilia al continente non dovesse bastare, promette anche un tunnel “perché un buco mette sempre allegria”.


In un paese in cui da anni si operano tagli secchi a istruzione, ricerca, cultura, sanità e servizi sociali, abbiamo imparato fin troppo bene a conoscere la retorica che accompagna il gigantismo sbruffone delle grandi opere, quasi sempre superflue, trascinate per decenni o eterne incompiute. Grandi opere che nel migliore dei casi diventano grandi abbuffate per pochi, nel peggiore si trasformano in tragedie, come ci ha ricordato il cinquantenario della catastrofe del Vajont e della sua diga, la più alta mai realizzata nel mondo, “orgoglio dell’ingegneria italiana”. E’ un modello sperimentato con successo sfruttando emergenze vere, come terremoti e alte maree, oppure creandone di artificiali – si veda il successo ottenuto coi rifiuti nelle strade di Napoli. Piccole e grandi emergenze moltiplicate all’infinito senza mai risolverle, dato che la loro principale funzione è una sola: autorizzare spese e poteri straordinari, sciolti da ogni controllo, coi quali scavare voragini nei bilanci pubblici, magari ammantando l’operazione con una patina efficientista che maschera interessi opachi e profitti illeciti.
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Italiani più attenti consumano meno acqua

DAL SITO DELL'ECO DALLE CITTA'

Diminuito di circa il 14,5% il consumo domestico di acqua rispetto al 2000: la città con la riduzione più significativa è Monza (- 48,4%), seguita da Parma (-34,5%) e Piacenza (-31,1%); Messina è quella che, al contrario, ha aumentato l’uso dell’acqua in casa (+17,5%). Il fenomeno è da attribuirsi alla maggior attenzione degli italiani, visto che solo 3 città (Reggio Calabria, Palermo e Messina) hanno adottato misure di razionalizzazione nell’erogazione.
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Città sott'acqua: ipotesi di futuro?

DAL SITO DEL CAMBIAMENTO.IT

Quello di una vita da vivere sotto il livello del mare (o dell’acqua in generale) però appare oggi molto più di un sogno; piuttosto una necessità o se vogliamo un destino obbligato se è vero che l’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change) ha stimato che nel ventesimo secolo il livello del mare sia cresciuto di 20 centimetri, che potrebbe aumentare nel ventunesimo di 59 (sempre centimetri), che nel 2100 dovrebbe toccare il metro mentre, sempre nel 2100, sarebbero oltre 187 milioni le persone che verrebbero «sommerse» nell’ipotesi (catastrofica) di un aumento addirittura di due metri (l’equivalente dell’attuale popolazione di Regno Unito, Germania e Spagna). Stime che gli stessi esperti dell’Ipcc considerano comunque «al ribasso», visto che «è impossibile stabilire quale potrebbe essere l’effetto di un rapido scioglimento dei ghiacci di Groenlandia e Antartide a causa dell’inquinamento atmosferico e della aumentata temperatura terrestre».

L’allarme lanciato dai tecnici Ipcc è preciso: «L’innalzamento della superficie del mare non è un problema solo delle popolazioni che vivono lungo le coste, ma di tutta l’umanità». Meglio allora pensarci subito e concretamente, cercando di far diventare «quotidianità» un sogno per ricchi (già realizzato) come il ristorante sotto il Mar Rosso a Eliat o l’Hydropolis Hotel di Dubai.
A spingere il genere umano sotto il livello del mare, più ancora del monito lanciato dall’Ipcc, viene da pensare che sia ancora una volta il suo innato desiderio di libertà: il mare, lo sapeva bene il capitano Nemo, non appartiene a nessuno. Tantomeno a ventimila leghe di profondità.
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Acqua pubblica, la 'tariffa truffa' italiana e le richieste dei cittadini europei

DAL SITO DEL CAMBIAMENTO.IT

Continua, pur fra mille ostacoli, il percorso di ripubblicizzazione dell’acqua. In 13 paesi dell’Unione europea (fra cui l’Italia) sono da pochi giorni state consegnate circa un milione e 800mila firme, a conclusione dell’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) per l’acqua pubblica. Nel frattempo nel nostro paese è sempre più evidente l’inadeguatezza della nuova tariffa idrica introdotta dall’ l'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas (AEEG) sul finire del 2012 in piena contraddizione con i referendum. 

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Applausi, abbracci e lacrime alle 4 di mattina «Rotazione conclusa», Concordia raddrizzata

DAL SITO DEL CORRIERE.IT


«L'operazione di rotazione si è conclusa». L'annuncio di Franco Gabrielli, capo della Protezione civile, arriva alle 4 del mattino. L'impresa che pareva impossibile, seguita in tutto il mondo con l'attenzione che merita un evento senza precedenti, si è conclusa.
Gli uomini della Protezione civile che da lunedì mattina hanno risollevato la Costa Concordia e, insieme, anche l'immagine di un Paese che era naufragata insieme alla nave sugli scogli del Giglio.
A questo punto può pensare a studiare le fasi successive, montando i cassoni per farla galleggiare, ma soltanto dopo aver valutato i danni. «Si tratta di un primo step importantissimo - ci tengono a sottolineare i tecnici -ma c'è ancora tanto lavoro» dato che il relitto va spostato.
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La lezione della Costa Concordia: via i grattacieli del mare dalla laguna di Venezia

DAL SITO DEL HUFFIGTON POST

Una tragedia, una bella figura, un problema generale. Sono i tre volti del caso-Concordia, tutti e tre ben visibili e tutti e tre da tenere a mente.
Il secondo aspetto è quello oggi più attuale: fra una manciata di ore comincerà davanti all'isola del Giglio, sotto il controllo della Protezione Civile.

Si tratta, come ha detto il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, di un'operazione di enorme complessità tecnica e mai tentata prima. Non c'è dunque che da incrociare le dita, osservando come ancora una volta si dimostri che la Protezione Civile italiana, quando si occupa non di G8 o di mondiali di ciclismo ma dei suoi compiti istituzionali, è un fiore all'occhiello del nostro Paese.

Ecco il terzo volto del caso Concordia, che stabilisce un legame assai concreto tra quanto succede da quasi due anni davanti al Giglio e quanto accade più o meno tutti i giorni a Venezia. Nemmeno a questo è servita la catastrofe della Costa Concordia: a far decidere, come vuole il buonsenso e come chiedono in tanti, che una delle città più preziose e più delicate del mondo sia tenuta al riparo dall'assalto quotidiano - inquinante e pericoloso - di immensi "grattacieli del mare", alti più del doppio del Palazzo Ducale.
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Acqua pubblica: in Europa raccolte quasi due milioni di firme

DAL SITO DI GREENREPORT.IT

Sono quasi due milioni le firme raccolte in 13 paesi dell’Unione (Italia, Germania, Austria, Belgio, Finlandia, Grecia, Ungheria, Lituania, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Slovenia e Slovacchia) per l’Iniziativa dei cittadini europei (Ice) in favore dell’acqua pubblica.
L’Iniziativa dei cittadini europei è una nuova forma di partecipazione messa a disposizione dal Parlamento Europeo ai cittadini e quella sull’acqua pubblica è la prima Ice presentata anche in Italia- hanno spiegato dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua- Un segnale forte dopo i referendum di due anni fa che valica le frontiere nazionali e che dice all’Unione di come i cittadini, il sindacato e i movimenti europei siano convinti che la gestione del settore idrico debba essere fuori dal mercato e dalle logiche di profitto».
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Rifiuti nel Mar Tirreno: il 95% è plastica

DAL SITO DI GREENREPORT.IT

I risultati del monitoraggio eseguito dalla Goletta Verde e dall’Accademia del Leviatano nei mesi scorsi rivelano che «il 95% dei macro rifiuti galleggianti nel Mar Tirreno è costituito da plastica, il 41% di questi consiste in buste e frammenti plastici e la maggiore densità superficiale di questi detriti è stata rinvenuta nel Tirreno centro meridionale».
La colpa dell’inquinamento non è della plastica ma del cattivo uso che ne viene fatto e dell’ancora inefficiente smaltimento, recupero e riuso di un Paese che preferisce buttare nei fiumi e in mare preziose materie prime invece che riutilizzarle, risparmiando ambiente e denaro.
Di seguito i dati del monitoraggio nel dettaglio:
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FIRMA - l'acqua un diritto umano in Europa

Water and sanitation are a human right!
Ultima occasione per firmare!
Il 9 settembre chiude la raccolta firme online per la nostra Ice “L’acqua è un diritto umano!”. In questi ultimi giorni ci impegneremo come sempre a raggiungere il più alto numero di firme possibile. Abbiamo già superato il quorum minimo in dodici Stati e stiamo per raggiungerlo anche in Portogallo, Ungheria, Svezia e Cipro. Se ci riusciremo, avremo il supporto di un numero rilevante di cittadini in ben 16 Stati Ue. Si tratterebbe di un grande successo per la nostra campagna! Perciò, in questo ultimo appello ci rivolgiamo soprattutto a tutti i cittadini portoghesi,  ungheresi, svedesi e ciprioti, perché firmino la nostra Ice all’indirizzowww.right2water.eu!
Il 10 settembre cominceremo a consegnare le firme alle autorità nazionali perché procedano alla verifica. Entro tre mesi dalla consegna, saremo informati sul numero finale di firme valide. Saremo quindi ricevuti in udienza presso il Parlamento e in seguito riceveremo una risposta dalla Commissione europea. Il nostro obiettivo è di annunciare l’esito positivo della campagna per il diritto umano all’acqua e ai servizi igienico-sanitari il 10 dicembre, giornata mondiale dei diritti umani.
Gli ultimi dati per Paese e le soglie minime richieste per Paese si possono trovare sul nostro sito internet:http://www.right2water.eu/node/37/view . Ogni firma conta, e perciò continueremo a promuovere l’Ice “L’acqua è un diritto umano!” in tutti gli Stati europei fino al 9 settembre. Raccogliendo un numero maggiore di firme, potremo esercitare una più forte pressione affinché la Commissione europea trasformi la nostra proposta in normativa europea.
L’acqua e i servizi igienico-sanitari sono un diritto umano, non una merce! Svariati milioni di persone in Europa continuano a non avere accesso ad acqua pulita, sicura e a un prezzo abbordabile né ai servizi igienico-sanitari. La Commissione europea può fare qualcosa a riguardo, ma siamo NOI a dover porre la questione come una priorità nel suo programma!
Potete firmare online su : www.right2water.eu. Cliccate su “Firma!” e selezionate la vostra lingua e il vostro Stato. Sul nostro sito internet (http://www.right2water.eu/signature-forms ) sono disponibili i moduli per le firme per ciascuno Stato, contenenti il nostro logo e l’indirizzo cui spedirli una volta compilati.
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Laghi italiani, Legambiente: ancora molte le criticità

DAL SITO DI GREENREPORT.IT


Il 51% degli oltre 100 campioni di acque provenienti dai laghi italiani, ha una carica batterica al di sopra dei limiti previsti dalla legge. Questo in estrema sintesi il risultato della campagna nazionale di Legambiente, Goletta dei Laghi giunta al termine della sua ottava edizione.
Durante il corso di un mese di monitoraggi, iniziative di denuncia e dibattiti di approfondimento, la Goletta dei Laghi ha posto l’accento sulle situazioni critiche per rilevare la presenza di scarichi non depurati che ancora oggi si riversano negli specchi lacustri, delle regioni del nord e centro Italia (Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, del Lazio e dell’Umbria).
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Marea nera in un Parco nazionale della Thailandia: in mare 50mila litri di greggio

DAL SITO DI GREENREPORT.IT


Il petrolio greggio è fuoriuscito la mattina del 28 luglio da una condotta offshore di una raffineria gestita dalla Ptt Global Chemical Plc (Pttgc) a Map Ta Phut , nella zona industriale della provincia di Rayong . Un vero e proprio disastro che ha richiesto la mobilitazione della marina militare thailandese e delle imbarcazioni private che non sono riuscite a contenere la marea nera nonostante l’incidente alla pipeline fosse stato segnalato quasi subito.

Il ministro dell’ambiente e delle risorse naturali, Wichet Kasemthongsri, ha visitato l’isola per rendersi conto della situazione ed ha detto che «Chi inquina deve assumersi la piena responsabilità per i danni, ma la priorità ora è quella di affrontare i danni causati dal petrolio».
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Incredibile Cina: investirà 490 miliardi di dollari per lottare contro l’inquinamento di aria ed acqua

DAL SITO DI GREENREPORT.IT


In Cina, il governo ha annunciato che spenderà l’astronomica cifra di 3.000 miliardi di yuan (489,3 miliardi di dollari) «Per rafforzare la prevenzione ed il trattamento dell’inquinamento dell’aria e dell’acqua».
Grazie agli sforzi crescenti del Paese per fermare l’inquinamento, il settore della protezione ambientale è in piena crescita. Il valore della produzione dell’industria del risparmio energetico e della protezione dell’ambiente durante il periodo del 12esimo piano quinquennale (2011-2015) dovrebbe così superare i 10.000 miliardi di yuan».
La realtà è che la Cina sta cominciando appena a fare i conti con gli effetti della sua rapidissima crescita economica, che sta erodendo le stesse basi delle sue risorse.
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Torre Pellice: Proiezione di “The Well: voci d’acqua dall’Etiopia”

LVVIA, COMUNE DI TORRE PELLICE E CENTRO DEL RIUSO



23 luglio a Torre Pellice:

Proiezione di “The Well: voci d’acqua dall’Etiopia”, per parlare di diritto all’acqua



Il 23 luglio l’Associazione di cooperazione e solidarietà internazionale LVIA sarà impegnata  a Torre Pellice con la proiezione di “The Well: voci d’acqua dall’Etiopia”, il pluripremiato documentario girato con il supporto dello staff LVIA Etiopia, nella Regione Oromia al confine con il Kenya. L’appuntamento, realizzato in collaborazione con il Comune di Torre Pellice- aderente al Coordinamento Comuni per la Pace - è alle 15.00 presso la Biblioteca comunale – Galleria d'Arte Contemporanea F. Scroppo”  di Torre Pellice.

Per saperne di più: Eolico, inaugurato il più grande parco offshore del mondo: mostro o bellezza? .dpuf

Acqua pubblica, a due anni dal referendum poco (o nulla) è cambiato

DAL FATTOQUOTIDIANO.IT

Non sono bastati 26 milioni di ‘Sì’ per trasformare il sistema di gestione del servizio idrico italiano. Oggi, a più di due anni dal referendum del 12 e 13 giugno 2011, dove il 54% degli elettori si disse contrario a qualunque forma di privatizzazione, le tariffe non sono cambiate e non esiste una norma post-voto. L’Italia, da Nord a Sud, appare come un mosaico di situazioni differenti. Ci sono città, tra cui Ferrara, che hanno ridotto la partecipazione pubblica nelle multiutility, e Regioni, come la Toscana, che davanti alle richieste dei comitati hanno chiuso la porta al dialogo. Ma anche comuni come Reggio Emilia, Napoli e Palermo, che invece hanno aperto la strada alla ri-pubblicizzazione delle risorse idriche. Veri e propri “casi” diventati esempi per altre amministrazioni, a partire da quella appena nata di Roma, per arrivare fino a quella di Torino.
Per saperne di più: Acqua pubblica, a due anni dal referendum poco (o nulla) è cambiato

Acqua, bene comune e business per pochi

DALLO SPIFFERO.COM

La Regione aumenta in modo impercettibile i canoni di imbottigliamento, facendo felici le aziende che attingono alle sorgenti piemontesi. Sono tra i più bassi di tutta Italia, ma per i cittadini il prezzo è il medesimo da Arona a Messina
Il provvedimento presentato dall’assessore Roberto Ravello in Commissione Ambiente prevede che dal prossimo anno i titolari di concessione di acque minerali siano tenuti al pagamento di un canone regionale annuo posticipato, composto da una quota calcolata sulla base dell’estensione della superficie dell’area oggetto della concessione e da una quota variabile che dipenderà dal quantitativo di acqua imbottigliata. La prima è pari a 35 euro per ogni ettaro di superficie, mentre il canone per ogni mille litri di acqua imbottigliata sarà pari a 1 euro per i primi 60 milioni di litri, a 1.10 euro per i quantitativi superiori ai 60 e fino ai 150 milioni di litri e a 1.20 euro da 150 milioni di litri in su. L’intenzione della Regione è da un lato di aumentare un canone tra i più bassi d’Italia, attualmente a 0,75 euro ogni mille litri, tenendo conto della crisi economica e della necessità di sostenere le aziende che creano occupazione sul territorio regionale.
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Turchia, dietro le rivolte: il boom economico di Erdogan che distrugge l’ambiente marino

DAL SITO DI GREENREPORT.IT

Le politiche dello “sviluppo-ad-ogni-costo” che il primo ministro della Turchia Recip Tayyip Erdogan continua a propagandare nel suo tour di comizi contro le manifestazioni che hanno preso il via dalla difesa del Gezi Péark di Piazza Taksim di Istanbul, sono anche la causa del declino delle popolazioni di cetacei e foche nei mari locali.
Khan ricorda che «Le acque di Istanbul pullulavano di vita marina: pesci spada, tartarughe marine, anche foche monache del Mediterraneo. Le foche monache sono scomparse dalle acque locali, anche se hanno abbondanti popolazioni di pesci. Ma, in una delle vie d’acqua più trafficate del mondo, restano diverse specie di cetacei. Oltre ai tursiopi, il Bosforo è la patria di delfini comuni che in realtà sono timidi e vengono avvistati raramente, di focene in calo, alcuni stanziali nello stretto per tutto l’anno, altre che seguono la migrazione dei pesci dal Mediterraneo al Mar Nero. Ma tutte queste specie di cetacei sono ora classificate come in pericolo o vulnerabili, mentre il rapido sviluppo costiero della Turchia e la dilagante pesca eccessiva pongono minacce all’esistenza delle popolazioni di delfini e focene che una volta erano tra le più grandi del mondo».
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