Visualizzazione post con etichetta Ambiente. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ambiente. Mostra tutti i post

Campo di Volontariato Legambiente SIC est Val Pellice.. terminato...


Ragazzi che hanno partecipato al SIC est Val Pellice E’ terminato il campo di volontariato ambientale denominato “SIC est Val Pellice” , organizzato dal nostro circolo di Legambiente e mirato ad acquisire dati naturalistici all'interno del Sito di Interesse Comunitario “Stazioni di Myricaria germanica” nei comuni di Bobbio, Villar e Torre Pellice.

Campo di volontario "Sic Est Val Pellice"


Il Circolo di Legambiente Val Pellice organizza, dal 5 al 15 agosto 2016, un campo di volontariato ambientale denominato “SIC est Val Pellice”. Il campo ospiterà 15 volontari adulti provenienti da tutta Italia, in gran parte giovani di età compresa tra i 20 e i 30 anni.

Biodiversità: una ricchezza x tutti


Nel territorio comunale di Rorà, su di un’area di circa un’ottantina di ettari in località Pian Prà (1100 m s.l.m), prevalentemente ricoperta da faggio (Fagus sylvatica), è situato un Sito di Interesse Comunitario il Bosco di Pian Prà

Dal vapore alla bici

Estratto video del servizio del Tg3 Regione Piemonte del 06/09/2015 su "Puliamo il mondo" recupero tracciato ferroviario Bagnolo-Barge

Festa dell'albero 2014

Oggi come ogni anno si celebrano gli alberi e il loro indispensabile contributo alla vita.
Per festeggiare questo evento ho scattato alcune foto di alberi nei pressi dei Comuni di Torre Pellice e Luserna San Giovanni, volevo estendere questa galleria fotografica anche per altri Comuni che Legambiente Val Pellice comprende, ma nel scattare mi sono fermato.

Legambiente diffamata?

LEGAMBIENTE NAZIONALE

Vi invito a leggere 2 articoli pubblicati sul fatto quotidiano che denigrano la nostra associazione
1): Legambiente fa business con l’ecologia.
2): Legambiente? “Una lobby economico-politica”. 

Di seguito la risposta di Vittorio Cogliati Dezza e Rossella Muroni e poi valutate...

Cari e care di Legambiente, è proprio il caso di dire: dacci oggi la nostra diffamazione quotidiana. Similgiornalisti d'inchiesta continuano a denunciare il business di Legambiente. Strana coincidenza, domani presentiamo il Rapporto Ecomafia ed un giornale online (trovate sotto il link) decide che il problema principale di questo Paese siamo noi di Legambiente e la nostra partecipazione in società private. Meritiamo la prima notizia dell'home page addirittura!
Proviamo rabbia certo ma soprattutto disgusto e tristezza. Per attaccare chi da anni denuncia e lotta per la legalità in questo Paese si cerca di gettare fango sul lavoro di migliaia di cittadini impegnati che rappresentano la parte bella e vitale di questo martoriato Paese. Volontari ma non sciocchi che attraverso il sistema associativo hanno il pieno potere di verificare e chiedere conto al gruppo dirigente dell'associazione. Come e cosa Legambiente fa c'è scritto sui nostri siti, sul nostro mensile, sui nostri documenti congressuali. Le decisioni vengono prese e votate in organismi collettivi democraticamente eletti. Non ci sono cose poco chiare o da nascondere c'è solo uno sforzo collettivo da rispettare.
Si guarda dal buco della serratura ma la porta è spalancata! Abbiamo sempre rivendicato la partecipazione e la creazione di sturt up di impresa per dare gambe e vita dal basso alla cosidetta green economy. Lo abbiamo fatto investendo il lavoro e le intelligenze di alcuni di noi. Lo abbiamo fatto rispettando sempre le regole e la trasparenza in tutti i nostri atti.
Ovviamente stiamo verificando possibili denunce per diffamazione a mezzo stampa. Ma soprattutto reagiremo come abbiamo sempre fatto: domani presenteremo il Rapporto Ecomafia denunciando quanto l'ecomafia prospera in un Paese di corrotti. Con buona pace dei giornalisti d'assalto e di quelli che stanno dietro ai loro attacchi velenosi.
Stupisce, per un giornale del credito che gode Il Fatto Quotidiano, che il servizio sia infarcito di così tante mezze verità e grandi bugie. Ci chiediamo e chiediamo al giornalista: ha trovato qualcosa di illecito? quali sono le accuse? E' un vero peccato che una parte del giornalismo italiano si sia innamorata di questa sindrome del sospetto e del gettare fango su chiunque. Anche questo è un effetto del degrado morale di questo Paese, contro cui noi combattiamo con determinazione tutti i giorni in tutte le forme possibili. Come sempre rimaniamo a vostra disposizione per dubbi, suggerimenti, critiche o semplicemente per parlarne un pò.

Un abbraccio a tutta Legambiente
Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente
Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente

Migliora l'aria a Milano, smog mai così basso negli ultimi 10 anni anche grazie al meteo

DAL SITO DI REPUBBLICA

Da gennaio a maggio polveri sottili ai livelli minimi in tutte le centraline. Nel 2002 era piovuto molto di più, ma l'inquinamento era rimasto alto. Ora il Comune punta sul teleriscaldamento
Secondo i tecnici dell'Arpa, le cause di questo abbassamento sono dovute alla "riduzione effettiva" delle emissioni. Ciò è avvenuto per più motivi: a cominciare dal taglio dei consumi di riscaldamento, benzina e gasolio dovuto alla crisi economica, per arrivare al miglioramento della qualità dei carburanti, a quello del mix energetico nella componente del riscaldamento delle abitazioni, e all'adozione sempre più diffusa dei filtri antiparticolato sui veicoli diesel.
La battaglia anti-inquinamento del Comune prosegue e al primo posto c'è il cambiamento del sistema di riscaldamento dei palazzi, in due modi: con le valvole termostatiche e il teleriscaldamento.
Per saperne leggi l'articolo: Migliora l'aria a Milano, smog mai così basso negli ultimi 10 anni anche grazie al meteo

Dossier Sentieri, l’Italia dei veleni è sempre più malata

DAL SITO DEL FATTOQUOTIDIANO

Pubblicato il terzo rapporto degli epidemiologi dell'ISS sulle conseguenze sanitarie dell'esposizione ambientale nei Siti di interesse nazionale (Sin). L'incrocio di mortalità, incidenza oncologica e ricoveri fa emergere dati sempre più drammatici. 

Per saperne leggi l'articolo: Dossier Sentieri, l’Italia dei veleni è sempre più malata

Diserbanti lungo le strade: dannosi e autorizzati

DAL SITO DEL CORRIERE

Nel diserbante spruzzato lungo le nostre strade per essiccare l'erba c'è una sostanza che secondo l'ultimo rapporto sulle acque superficiali è tra le più inquinanti. Studi dimostrano che l'esposizione nel tempo provoca danni alla salute e l'allarme delle associazioni ambientaliste riporta l'attenzione sull'uso indiscriminato di questi prodotti.

Per saperne leggi l'articolo: Diserbanti lungo le strade: dannosi e autorizzati

Valsusa e Tav, non è solo protesta

DAL SITO DELLO SPIFFERO

In Valsusa c’è una comunità che si è saldata attraverso l’opposizione al Tav, ma che da lì ha iniziato ad allargare i propri orizzonti, diventando qualcosa di più di un movimento protestatario.


«La lotta all’alta velocità ha scatenato una serie di iniziative e riflessioni che vanno al di là del treno».
Secondo il professor Aime «è mutato il concetto stesso di democrazia. E’ interessante vedere come la gente abbia iniziato a discutere in assemblea e prendere decisioni in modo collettivo».
secondo la tesi del professor Aime «è ormai attiva una sorta di ecocomunità, che interpreta il rapporto con l’ambiente non solo in termini di sfruttamento del territorio. In questo senso la minaccia del Tav ha portato la popolazione della Valle a non dare nulla per scontato, ma riflettere e prendere decisioni in modo collettivo»
Per saperne leggi l'articolo: Valsusa e Tav, non è solo protesta

Smog killer a Pechino, il governo censura il Twitter cinese

DAL SITO DI GREENREPORT

Lo smog chimico che avvolge da settimane l’immensa area metropolitana di Pechino ha creato una situazione che un rapporto di Greenpeace China ha definito non adatta alla sopravvivenza degli esseri umani. Il governo cinese, che nonostante i continui annunci di limitazione del traffico automobilistico e di chiusura delle fabbriche più inquinanti, non sembra in grado di gestire una situazione che sembra aver raggiunto il punto di non ritorno, non ha trovato di meglio che censurare i messaggi critici postati sul Sina Weibo, il più popolare sito di social media del Paese, considerato il Twitter della Cina.



Il problema è che la crescita cinese si basa per il 70% proprio sull’energia prodotta con il carbone, e che circa il 20% dell’inquinamento atmosferico cinese è causato da fabbriche che producono beni da esportare verso altri Paesi (compresi ovviamente quelli dell’Unione europea, e gli Usa).
E la “airpocalypse” cinese non riguarda solo la Cina: secondo lo studio “China’s international trade and air pollution in the United States” pubblicato a gennaio su Pnas da un team di scienziati cinesi, francesi, britannici e statunitensi, in alcuni giorni, l’inquinamento cinese trasportato dal vento attraverso l’Oceano Pacifico, può rappresentare dal 12 al 24% delle concentrazioni di solfato negli Usa
Per saperne leggi l'articolo: Smog killer a Pechino, il governo censura il Twitter cinese

Delitti ambientali, approvato il testo unificato. Realacci: «Risultato storico»

DAL SITO DI GREENREPORT

La Camera ha dato il via libera al testo unificato sui delitti ambientali (dalle proposte di legge Realacci, Micillo e Pellegrino) che prevede 4 nuovi reati, tra i quali il disastro ambientale e il traffico di materiale radioattivo, e la confisca obbligatoria del profitto del reato.


Soddisfatta anche Legambiente. La direttrice generale del Cigno Verde, Rossella Muroni, ha sottolineato: «Da venti anni aspettavamo l’inserimento dei delitti contro l’ambiente nel codice penale per poter combattere con strumenti efficaci la criminalità ambientale. Si tratta di una riforma di civiltà indispensabile per il nostro Paese. E’ un primo passo avanti per colpire con pene adeguate chi specula e guadagna impunemente danneggiando l’ambiente e mettendo a rischio la sicurezza e la salute dei cittadini.
Per saperne di più guarda il Blog: Delitti ambientali, approvato il testo unificato. Realacci: «Risultato storico»

INCHIESTA SULLA CENTRALE A CARBONE DI VADO LIGURE

DAL SITO DEL CORRIERE.IT

La procura: «400 vittime di Tirreno Power» «Sarebbero ancora vivi senza la centrale» 

La dichiarazione è choc: «Senza la centrale a carbone di Vado tanti decessi non ci sarebbero stati... 400 morti dal 2000 al 2007». Sorprende il numero delle vittime e sorprende che a parlare in questi termini sia il procuratore capo di Savona, Francantonio Granero, che si sta occupando direttamente delle due inchieste sulle emissioni della Tirreno Power di Vado Ligure, un impianto costruito nel 1970 e ancora in funzione.

Per saperne di più guarda il BLog: INCHIESTA SULLA CENTRALE A CARBONE DI VADO LIGURE

Terra dei fuochi anche ad Alessandria?

MOVIMENTO DI LOTTA PER LA SALUTE ONLUS - SEZIONE PROVINCIALE DI ALESSANDRIA

Anche gli alessandrini dovrebbero avviare una class action contro Solvay di Spinetta Marengo. 

Ad Alessandria è in corso un importantissimo processo contro la multinazionale belga per avvelenamento doloso della falda e dolosa omessa bonifica. Sono sempre altissimi, conferma Arpa, i livelli del disastro ecologico (clicca qui.)
La bonifica definitiva secondo gli esperti è praticamente impossibile, almeno per decine di anni. Dunque gli alessandrini, in massa, dovrebbero cominciare ad organizzarsi in causa collettiva come fecero (milioni di dollari) per il cromo6 a Hinkley in California, o come stanno facendo per il PFNA acido perfluoro a Paulsboro (clicca qui).
A Paulsboro (New Jersey) i cittadini hanno avviato una class action contro Solvay a causa della contaminazione dell’acqua pubblica con sostanze, secondo l’EPA (Enviromental Protection Agency), sicuramente tossiche.
L’iniziativa della class action per Alessandria è in discussione tra alcune forze politiche

Per saperne di più guarda il BLog: Terra dei fuochi anche ad Alessandria?

La Terra dei fuochi di casa nostra tra Barge e Revello

COMUNICATO STAMPA LEGAMBIENTE PIEMONTE

Condannati per aver interrato rifiuti speciali nel Cuneese
Legambiente, a cui è stato riconosciuto il danno morale, esprime soddisfazione per la sentenza: “Ora si proceda rapidamente con le bonifiche”

Sono stati condannati in primo grado nell’ambito del processo sull’interramento di car fluff a Barge e Revello (CN) Gian Bartolo Ambrogio, Alberto Michele Boeris e Maria Bainotti, rispettivamente alla pena di 3 anni e 50 mila euro di ammenda, 13 mesi e 6 mila euro di ammenda, 9 mesi e 4.500 euro di ammenda. Il processo ha riguardato l’interramento di rifiuti speciali provenienti dalla frantumazione di carcasse di autoveicoli in 4 nuovi siti che si vanno a sommare ai 12 del precedente procedimento che aveva già portato nel 2009 alla condanna definitiva di Gian Bartolo Ambrogio.

La condanna nei confronti di Ambrogio e di Boeris è per “aver realizzato e gestito, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso ed in concorso tra di loro, più discariche non autorizzate di rifiuti speciali derivanti dalla frantumazione di carcasse di autoveicoli ed altri contenenti sostanze tossiche e nocive”; inoltre per Ambrogio e Bainotti per il “re-interramentro del car fluff già rinvenuto, estratto e sottoposto a sequestro nell’ambito del precedente procedimento penale”. La sentenza assolve invece gli imputati non con formula piena ma dubitativa dal reato di “avvelenamento di acque di falda idrica sotterranea destinate all’alimentazione umana”.

A Legambiente, assistita nel processo dall’avvocato Annalisa Baratto, e costituitasi insieme al Comune di Barge parte civile, viene riconosciuta la somma di 60.000 euro, che si vanno a sommare ai 75.000 euro già riconosciuti nel precedente processo (e mai corrisposti), per il “danno morale derivante dalla lesione del diritto della personalità dell'associazione al perseguimento del proprio scopo sociale di salvaguardia dell'ambiente”.

“Siamo soddisfatti per l’esito del processo che condanna i colpevoli dell’interramento illecito di rifiuti. Questa vicenda non fa altro che confermare le preoccupazioni che Legambiente ogni anno attraverso il rapporto Ecomafia denuncia relativamente ai reati ambientali nella nostra regione. Soltanto in Piemonte nel 2012 sono state accertate 213 infrazioni, 342 persone denunciate, 3 arresti e 52 sequestri -dichiara Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta-. Alla luce del dispositivo che assolve non con formula piena ma dubitativa gli imputati dal reato di avvelenamento della falda e in attesa di leggere le motivazioni della sentenza, rimaniamo preoccupati per i valori emersi nel corso del processo relativi alla presenza di sostanze inquinanti (metalli pesanti) all'interno delle falde acquifere e alle possibili ripercussioni sulla salute dei cittadini. Inoltre auspichiamo e ci impegneremo affinché al più presto si avviino e arrivino a conclusione le bonifiche di tutti i terreni inquinati”.

Legambiente: Italia indietro sulle bonifiche, un business da 30 miliardi di euro

DAL SITO DI REPUBBLICA.IT

In Italia il business legato alle bonifiche del territorio vale 30 miliardi di euro; a sostenerlo è Legambiente. Secondo l'associazione ambientalista, infatti, sarebbero in attesa di 'riqualificazione' circa 100 mila ettari di territorio inquinato, in 39 siti di interesse nazionale (Sin) e 6mila aree di interesse regionale.

Legambiente presenta una decina di proposte come, ad esempio, garantire maggiore trasparenza sul Programma nazionale di bonifica, stabilizzare la normativa italiana, istituire un Fondo nazionale per le bonifiche dei siti. Ma anche sostenere l'epidemiologia ambientale, per una reale prevenzione, fermare i commissariamenti delle zone da bonificare e potenziare i controlli ambientali pubblici.


Per saperne di più leggi il Dossier Legambiente: Legambiente: Italia indietro sulle bonifiche, un business da 30 miliardi di euro

Legambiente su importazione prodotti agroalimentari da zone radioattive

COMUNICATO STAMPA LEGAMBIENTE NAZIONALE

Legambiente: “Servono maggiori controlli a livello europeo sui prodotti agroalimentari importati in Italia da zone radioattive. Occorre inoltre abbassare i limiti di radioattività consentita per gli alimenti importati in Italia e in Europa, e tutelare la salute dei consumatori”
L’arrivo in Italia di prodotti contaminati dalle radiazioni nucleari (pellet, frutti di bosco, funghi, legno, ecc.) riapre anche nella nostra Penisola la questione dei limiti di radionuclidi consentiti per l’importazione di prodotti alimentari. “Chiediamo con forza – afferma Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale Legambiente - maggiori e migliori controlli sui prodotti agroalimentari importati in Italia da zone contaminate radio attivamente, come ad esempio quelle limitrofe a Chernobyl o Fukushima. I paesi colpiti dal disastro di Chernobyl, o quello di Fukushima, hanno posto sui prodotti agroalimentari contaminati limiti più restrittivi rispetto a quelli europei con la conseguenza che i prodotti alimentari che non possono più essere commercializzati sono, invece, legittimamente importati dai paesi dell'Unione Europea e venduti all'interno dell'Europa. Il Parlamento italiano e la Commissione Europea attui provvedimenti specifici per rivedere e abbassare i limiti di radioattività consentita per tutelare così consumatori, italiani ed europei, rispetto al rischio di alimentarsi nella dieta quotidiana con prodotti che altri paesi considerano radioattivi”.

Per l’associazione ambientalista, è fondamentale inoltre stringere la maglia dei controlli sui prodotti alimentari perché la coda avvelenata del disastro di Chernobyl e di quella di Fukushima non si è esaurita e minaccia sempre la salute di adulti e bambini. In particolare i bambini sono quelli più a rischio, come ha ricordato più volte Legambiente impegnata con il Progetto Rugiada di solidarietà a sostegno dei bambini colpiti dalle radiazioni dell’incidente che vivono nelle zone più contaminate.

“Grazie a questo progetto – spiega Angelo Gentili, coordinatore nazionale Legambiente Solidarietà - che vivono nelle zone più contaminate di Chernobyl -  i bambini, oltre a essere alimentati con una dieta che al contrario di quella a cui sono sottoposti nelle loro abitazioni non è radioattiva, vengono monitorati dal punto di vista medico-sanitario per evidenziare eventuali patologie tumorali latenti e seguirli da vicino con terapie mediche appropriate. Il tutto in un Centro ecosostenibile vicino Minsk, in area non contaminata, dove ogni anno riusciamo a ospitare più di 100 bambini”.

Mafia, l’ultima strage silenziosa: i morti di tumore per i rifiuti interrati nelle cave

DAL FATTO QUOTIDIANO.IT

L’ultima strage di Cosa Nostra non fa rumore. Non è un omicidio, non sparge sangue a colpi di kalashnikov e non ha bisogno di tritolo. Perché l’ultimo eccidio lasciato in eredità dai boss affonda il suo potenziale di morte in profondità, decine e decine di metri sottoterra, nel silenzio della campagna siciliana. Il nuovo triangolo della morte in Sicilia dimora in lembi di terra sconosciuti: Pasquasia, Mussomeli, Bosco Palo. Tutti nomi di cave ormai dimenticate ma che un tempo rappresentavano l’industrializzazione dell’isola.
Polveri di metallo, amianto, scorie liquide, rifiuti ospedalieri speciali e persino radiottivi attraversarono l’Europa e il Nord Italia, per finire seppellite nel Meridione.
Non è la Terra dei Fuochi e non è la Campania, non è l’Ilva di Taranto e nemmeno il Petrolchimico di Gela: nel cuore della Sicilia, le miniere un tempo ricche di zolfo sono rimaste per un trentennio a custodire nello stomaco rifiuti di ogni specie. Che oggi continuano ad uccidere nel silenzio. Perché nel lembo di terra tra Caltanissetta, Enna e Ragusa, morire di tumore è più facile che nel resto d’Italia.
Numeri catastrofici che peggiorano ancora se si allarga il cerchio all’intero territorio nisseno dove nel biennio 2008-2009 i malati di tumore sfiorano i 4mila casi, contro i 1.200 della media nazionale.
Per saperne di più leggi il volantino: Mafia, l’ultima strage silenziosa: i morti di tumore per i rifiuti interrati nelle cave

Economia verde, Strasburgo punta sulle imprese ecologiche per vincere la crisi

DAL FATTO QUOTIDIANO.IT

Ecoinnovazione e lavori verdi, ecco come si combatte la crisi. È il messaggio del Parlamento europeo che giovedì 12 ha approvato a Strasburgo la relazione Ecoinnovazione – occupazione e crescita mediante la politica ambientale. I numeri parlano da sé: le imprese ecologiche europee producono un fatturato annuo di 319 miliardi di euro (il 2,5% del Pil dell’Ue) e impiegano attualmente 3,4 milioni di persone. Si tratta di uno dei pochi settori economici che ha continuato a crescere in anni di recessione, sia pur meno che prima della crisi.


Tra il 2004 e il 2008 sono stati creati circa 600mila nuovi posti di lavoro in questo settore che vanta un tasso annuale di crescita dell’occupazione di circa il 7 per cento.
Eppure in Italia il concetto di ecoinnovazione non ha ancora attecchito come dovrebbe. A dirlo è stato il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando all’apertura della Conferenza nazionale su La natura dell’Italia: “A volte ho come l’impressione che il nostro Paese non abbia consapevolezza di cosa già oggi rappresenti l’economia verde”. Anche qui a parlare sono i numeri: secondo il ministro i “green jobs”, per dirla all’inglese, sono più di 3 milioni, con oltre 50mila assunzioni solo nel 2013.
Per saperne di più leggi il volantino: Economia verde, Strasburgo punta sulle imprese ecologiche per vincere la crisi

Noi nelle Alpi: la montagna di tutti, per tutti ... rispettando l’ambiente

COMUNICATO STAMPA LEGAMBIENTE PINEROLO

MONTAGNA DI TUTTI
Perché la montagna è un bene comune, è la casa di quanti ci abitano ma è anche una risorsa per chi sta in pianura o in città : è parte del nostro orizzonte, è la linea che definisce per noi piemontesi l’ orientamento nello spazio , è il polmone verde che ci dà respiro, la riserva di bellezza e silenzio, il luogo dello sport e del riposo, la fonte dell’ acqua che beviamo. Per questo è un bene ed una responsabilità comune. Ma è anche un bene che nel nostro paese è stato sempre più trascurato dalla politica che ha lasciato la montagna senza efficace rappresentanza politica, priva di un progetto di gestione e sviluppo ambientalmente sostenibili, vittima al contempo di abbandono in molte sue parti e sfruttamento aggressivo del territorio nelle “località turistiche”.

MONTAGNA PER TUTTI
Per chi ci abita e ne presidia il territorio in primo luogo, e deve poter avere di che viverci in termini sia economici che di servizi, trovando nel turismo correttamente gestito una risorsa importante, ma anche per quanti ne fruiscono nei tanti modi possibili : con piccozza o sci, con scarponi o bicicletta, con cavalli o con mezzi motorizzati, ognuno sul percorso che gli è proprio. Montagna per tutti, ovviamente secondo le proprie capacità, anche per gli anziani e per i disabili.

RISPETTANDO L’ AMBIENTE
Perché la montagna è un territorio fragile, un territorio che “naturalmente” tende a scivolare in basso, un suolo facilmente erodibile , un reticolo idrogeologico delicato. La montagna che ci dà l’acqua da bere è anche quella delle frane rovinose, quella dove si generano le alluvioni.
In montagna non tutto si può fare. Non si può costruire ovunque, né fare qualsiasi percorso con qualsiasi mezzo. Per questo occorre confrontarsi e stabilire regole condivise.

.....

Per saperne di più leggi l'articolo: Noi nelle Alpi: la montagna di tutti, per tutti ... rispettando l’ambiente