In Val d'Aosta vince il referendum contro qualunque modo di bruciare i rifiuti

DALL'ECO DALLE CITTA'

I promotori del referendum in Val D'Aosta considerano il successo come "storico" perchè ottenuto su una formula di referendum propositivo e contro un impianto più avanzato degl inceneritori classici. I favorevoli alll'impianto avevano invitato a disertare le urne, ma il quorum era del 45% e la partecipazone ha sfiorato il 49% soprattutto grazie alle donne, tra le quali ha superato di un pelo il 50%.
Impossibile negare l’esistenza di rischi per la salute.
Nel corso della campagna referendaria alcuni medici si sono schierati contro il Pirogassificatore, mentre altri, recentemente, si sono dichiarati favorevoli al progetto. Capiamo quindi come possa risultare difficile per i cittadini comprendere chi abbia ragione.
In conclusione, i nuovi inceneritori emettono in atmosfera sostanze (diossine, furani, metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici, particolato fine, ultrafine e nanoparticelle) simili a quelle prodotte dagli inceneritori di vecchia generazione. Esse sono associate in vario modo a gravi malattie (cancro, malattie cardiovascolari e respiratorie e neurodegenerative, infertilità alterazioni fetali, etc.,)3. Non potendo escludere questi rischi, riteniamo fondamentale adottare il principio di precauzione4 e indicare il trattamento a freddo dei rifiuti come unica alternativa praticabile per la salute dei cittadini, considerati gli aspetti critici delle tecnologie a caldo sopra menzionati.
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Torna la Festa dell’Albero: anche quest’anno la campagna di Legambiente coinvolgerà scuole e cittadini

COMUNICATO STAMPA LEGAMBIENTE NAZIONALE

Oltre 500 eventi in programma in tutta la Penisola per riscoprire, valorizzare e riqualificare il verde urbano, anche attraverso percorsi partecipati di co-gestione.
Piantare un albero è un gesto d’amore e di fiducia nel futuro. Un’azione generosa che porterà benefici a tutti. Cicerone amava scrivere: “i vecchi piantano alberi che gioveranno in un altro tempo”. Quel tempo è quello delle nuove generazioni, lasciare loro un albero significa contribuire ad un futuro più ecosostenibile e verde. È questo il messaggio che Legambiente lancerà in occasione della 18esima edizione della Festa dell’Albero, in programma il 21 novembre in tutta Italia.
In Lombardia, a Seveso, saranno piantati 140 giovani alberi nell’area dell’oasi Fosso del Ronchetto, gestita dal circolo Legambiente “Laura Conti Seveso” insieme ad altre associazioni e cittadini. Nel corso degli ultimi 20 anni l'intervento dei volontari ha permesso di ripulire la discarica abusiva che si era creata facendo diventare questo luogo uno spazio di socializzazione e un’aula didattica all’aperto per l’educazione ambientale.
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Ilva, Legambiente a Ferrante: “Pensi ad ammodernare gli impianti invece di cercare di dimostrare l’indimostrabile”

COMUNICATO STAMPA LEGAMBIENTE NAZIONALE

“Invece di perdere tempo a cercare di dimostrare l’indimostrabile, il presidente dell’Ilva si spenda per innovare gli impianti e dare certezze ai cittadini tarantini per quanto riguarda salute e occupazione. Ci dica piuttosto quando inizieranno i lavori di risanamento”. E’ il commento del vice presidente di Legambiente Stefano Ciafani alle dichiarazioni odierne del presidente dell’Ilva Bruno Ferrante che ha annunciato a breve nuovi dati sullo scarso inquinamento a Taranto.
“Gli studi dell’Istituto superiore di sanità documentano da tempo l’impatto sulla salute dei livelli di inquinamento di Taranto. Che questa non sia ‘la prima città italiana a inquinare’ non toglie nulla alla necessità di impedire che l’inquinamento prosegua e di provvedere immediatamente al risanamento del siderurgico e dell’ambiente.
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Nuovo inceneritore, in Valle d’Aosta referendum per decidere se farlo

DAL FATTO QUOTIDIANO

Per la prima volta in Italia si voterà. con formula propositiva, la costruzione di un impianto per riciclare i rifiuti. Secondo il governo locale "è una non-scelta perché le responsabilità tecniche di queste decisioni non possono essere prese con la pancia".
“Quella di andare a votare è una non-scelta – ha detto il presidente Rollandin ai microfoni del fattoquotidiano.it – le responsabilità tecniche di queste decisioni non possono essere prese con la pancia, mostrando l’immagine di bambini malati di tumore. È un falso. Il sistema a caldo è quello programmato da quasi tutte le regioni italiane e a livello europeo è quello consigliato. Non c’è alternativa”.
A fargli da controcanto ieri sera è arrivato ad Aosta anche Beppe Grillo. “Questi principianti vanno casa per casa a dire di non andare a votare il referendum – ha urlato il leader del movimento 5 stelle ad una gremita piazza Chartoux – . E secondo me è un reato. Bisognava dire andate e votate sì o no”. Le proposte dell’associazione trovano in lui un megafono di sicuro effetto: “Siete 120mila persone, fate una differenziata a rifiuti zero – consiglia lui – si possono fare cose meravigliose, come venderli”.
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Cassazione: una nuova sentenza libera l’acqua, questa volta nel bellunese

DAL FATTO QUOTIDIANO

Ci ha pensato ancora una volta la Corte Suprema di Cassazione a mettere la parola fine all’ennesimo tentativo di mercificare l’acqua.
Il bacino della Piave è uno dei più artificializzati d’Europa. La Regione Veneto sta per dare il via libera a 176 (ad oggi) nuove concessioni per impianti idroelettrici su fiumi e torrenti bellunesi, mettendo a repentaglio l’ecosistema delle Dolomiti, patrimonio dell’umanità.
All’inizio del 2012 la E.Va Energie Valsabbia Spa, società presieduta dall’ambientalista nuclearista, Chicco Testa, promotrice del progetto, inizia i lavori. Il Wwf e i comitati, superato lo sgomento, presentano ricorso in Cassazione e sostenuti da centinaia di cittadini organizzano una lunga serie di mobilitazioni che culminano, nel luglio di quest’anno, con un corteo di migliaia di persone in valle del Mis che occupano il cantiere e piantano simbolicamente alberi tra le ruspe.
Nella storia comincia a guardarci dentro anche Giuliano Marrucci di Report che, nel servizio andato in onda, dà voce ai comitati e mette in evidenza l’inadeguatezza e la superficialità colpevole delle Istituzioni.
Il 9 novembre la Corte Suprema di Cassazione, (sentenza n. 19389) accoglie completamente il nostro ricorso e mette la parola fine al progetto con una sentenza limpida, definitiva e inappellabile.
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L’onda di #salvaiciclisti arriva al Quirinale in sella in tutta Italia per fermare la strage

DALLA REPUBBLICA.IT

Sono scesi in piazza e hanno pedalato tutti insieme in 32 città per chiedere di fermare la strage di ciclisti e pedoni sulle strade. La manifestazione spontanea indetta dal movimento #salvaiciclisti - e sostenuta anche dall'associazione ecologista Legambiente e dall'Aifvs (Associazione italiana familiari e vittime della strada) - ha lanciato un messaggio chiaro: "Ora basta morti in strada", raccogliendo l'adesione di migliaia di partecipanti in tutta Italia e dando vita a una "Critical Mass" separata sul territorio ma unita grazie ai social network e soprattutto attraverso Twitter con l'hashtag #bastamortinstrada.
In ogni città la manifestazione ha assunto caratteristiche autonome, dando vita a forme di espressione eterogenee: a Pavia i cicloattivisti hanno letto i nomi dei ciclisti investiti e uccisi dall'inizio dell'anno, in piazza Leonardo Da Vinci con una ghost bike circondata da candele sullo sfondo. A Torino è stata installata un'altra "bici bianca" in ricordo dei ciclisti uccisi dal traffico motorizzato.
A quanto si apprende, Cazzella (Affari interni della presidenza della Repubblica) avrebbe assicurato il massimo sostegno da parte della presidenza per temi "di così grande importanza che riguardano tutti" e la preparazione di una serie di argomenti per applicare la massima "moral suasion" sulle amministrazioni di ogni livello per arginare la piaga dell'incidentalità stradale. Come la moderazione della velocità del traffico nelle aree residenziali, con l'abbassamento dei limiti a 30 chilometri orari.
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Settimana per la riduzione dei rifiuti: Europa unita contro lo spreco

DAL FATTO QUOTIDIANO.IT

Il miglior modo per trattare i rifiuti? Non produrne affatto. E’ questo il messaggio della European Week for Waste Reduction, importante ed elaborata campagna di comunicazione ambientale.
obiettivo: “Sensibilizzare le Istituzioni, i consumatori e tutti gli altri stakeholder circa le strategie e le politiche di prevenzione dei rifiuti messe in atto dall’Unione europea”. Il tutto, attraverso azioni concrete che dimostrino come vivere in un mondo con meno rifiuti è più che possibile. Con oltre 5mila azioni validate, questa quarta edizione della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti (Serr) si preannuncia come quella di maggior successo. Anche in Italia, Paese che riconferma le sue contraddizioni: se da una parte è il fanalino di coda nella raccolta differenziata, infatti, dall’altra è quello che sta mostrando il più alto livello di partecipazione all’iniziativa.
L’Italia, come ricordato già la scorsa estate dal premio “Comuni ricicloni” di Legambiente, si riconferma una terra di paradossi: mentre oltre mille città nel Belpaese sono ai livelli europei di raccolta differenziata (RD), con oltre il 65% dei rifiuti che trovano nuova vita, altre mille sono “ferme all’anno zero”, portando così la media nazionale ad un misero 35,5% di RD (20° posto su 27 Stati membri – dati 2011).
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