Visualizzazione post con etichetta Consumo suolo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Consumo suolo. Mostra tutti i post

Dossier Ecosistema Rischio 2016

il 93% dei Comuni piemontesi a rischio idrogeologico


In riferimento all'articolo di repubblica.it “Sono 7 milioni gli italiani a rischio frane e alluvioni”,
al rapporto di Legambiente Ecosistema Rischio “Legambiente presenta il dossier Ecosistema Rischio 2016, numeri e dati aggiornati sul rischio idrogeologico in Italia”,
al Comunicato stampa di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta “Piemonte a rischio idrogeologico: il 93% dei Comuni in pericolo ma sono pochi i Sindaci che se ne preoccupano”,
e alla proposta del responsabile scientifico di Legambiente Giorgio Zampetti “Ci vuole un'inversione di tendenza: occorre fermare il consumo di suolo, programmare azioni che favoriscono l'adattamento ai mutamenti climatici e operare per la diffusione di una cultura di convivenza con il rischio”,

mi rivolgo ai lettori…

In Italia il 70% delle frane europee

DAL SITO DEL CORRIERE

«In Europa ci sono 700 mila frane, di queste 500 mila si trovano in Italia». In pochi numeri Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei geologi, fa capire le dimensioni dei fenomeni franosi nel nostro Paese. Cioè circa il 70% di tutte le frane del continente europeo sono concentrate da noi. È il dato allarmante che emerge dal convegno dei geologi europei a Roma, dove si è fatto il punto sullo stato del dissesto in Italia e in Europa, sulla crisi occupazionale e sulle nuove opportunità per la professione.



Per saperne leggi l'articolo: In Italia il 70% delle frane europee

Maxi ospedale mai finito La vergogna nelle Langhe

DAL SITO DELL'ESPRESSO

Sono passati vent'anni dai primi finanziamenti. Dieci dalla prima pietra. E la struttura è ancora in costruzione. Su un terreno franoso ritenuto non edificabile: perché regga sono stati necessari 900 pali in cemento. E la strada per arrivarci costerà dodici euro al millimetro. Cronaca di uno scandalo a Verduno, la terra del tartufo 





Carlo Petrini, presidente Slow food: «Mi è sempre sembrata una follia costruire un enorme ospedale su una collina instabile a metà strada fra Alba e Bra quando ce n’erano due, più piccoli, ben funzionanti e vicini alla gente: di uno ho usufruito, c’è una dimensione umana, anche la mensa è eccellente. Ma da destra e sinistra mi facevano capire con un sorrisetto che io ero fuori dal tempo, che bisognava pensare e realizzare in grande. Ora paghiamo il fio di quella megalomania».
Una variante doveva costare 4 milioni di euro, l’ultima oltre 20. Per 1700 metri. Significa 12 euro al millimetro, roba che neanche il tartufo.
Per saperne di più leggi l'articolo: Maxi ospedale mai finito La vergogna nelle Langhe

Alluvioni nel Belpaese: pianti e onorati i morti è necessario trarre un insegnamento.

DAL SITO DI GREENREPORT.IT

Territorio fragile quello italiano, reso poco resiliente dal consumo di suolo agricolo, dall’urbanizzazione, dall’abbandono delle buone pratiche agro-forestali, dall’incapacità di indirizzare le risorse economiche ai fini della prevenzione e che quindi soccombe ai primi alluvioni. Il tutto reso più evidente dalla “tropicalizzazione del clima” con temperature di 25 gradi a fine ottobre, accompagnate da fenomeni atmosferici violenti e ricorrenti, che è impossibile non collegare a manifestazioni locali di modifiche climatiche globali.


Andrea Orlando «Sono ancora aperte le ferite, sul territorio e nel cuore di ognuno di noi, dell’alluvione che trascinò con sé cose e persone in val di Vara, nelle Cinqueterre, in Lunigiana, e dopo poco in città a Genova. Il nostro primo dovere, e voglio farlo a nome del Governo, è quello di onorare i morti. Di stringerci nel dolore ai parenti delle 13 vittime».
Onorare quei morti significa cambiare approccio al problema, dato che in vent’anni sono stati investiti per la prevenzione del rischio idrogeologico solo 8 miliardi. «Il fabbisogno complessivo dei Piani di assetto idrogeologico ammonta a circa 40 miliardi di euro, di cui 11 miliardi attengono alle misure più urgenti.
Per saperne di più leggi l'articolo: Alluvioni nel Belpaese: pianti e onorati i morti è necessario trarre un insegnamento.

Consumo di suolo. Orlando: "Continuare a edificare oggi è solo sfidare la sorte"

DAL SITO DELL'ECO DALLE CITTA'

Il ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, auspica che la Conferenza unificata che si riunirà nelle prossime ore "esprima un parere positivo e rapido sul disegno di legge sul consumo del suolo, che le è stato inviato nel luglio scorso".
Orlando ha aggiunto di ritenere che le Regioni "abbiano chiaro il fatto che continuare a costruire nelle condizioni date a fronte di un'assenza di domanda e nessuna giustificazione demografica significa davvero sfidare la sorte. Siccome le regioni sono le più direttamente in prima linea su questo fronte mi aspetto parere positivo e rapido".
Per saperne di più leggi l'articolo: Consumo di suolo. Orlando: "Continuare a edificare oggi è solo sfidare la sorte"

Il consumo di suolo un “effetto collaterale” dell’auto, ma nessuno ne parla

DAL SITO DI SALVIAMO IL PAESAGGIO.IT

In questi giorni, invece, sto protestando a Udine contro il progetto di un mega parcheggio in centro città, accanto a una via già trafficatissima e in mezzo a due luoghi simbolo di Udine: la collina del castello e il Giardin Grande di piazza Primo Maggio.
Molte persone sono venute al nostro presidio per firmare contro l’opera o esprimere la propria contrarietà. Spesso arrivavano in macchina; alcuni addirittura lasciando l’auto in divieto senza il minimo senso di colpa (semmai un po’ di apprensione per l’eventuale arrivo del vigile). Ironia della sorte, non trovavano parcheggio andando a protestare contro la costruzione di un parcheggio. Esiste uno scollamento quasi surreale tra le idee e le pratiche di chi manifesta per l’ambiente e, in questi casi, contro il consumo di suolo; come se cercare di fermare una strada o un parcheggio e muoversi in automobile non fossero due comportamenti in contraddizione tra loro.


La bicicletta, ormai, è quasi di moda, tra ambientalisti e non – ma lo slogan più frequente è: lascia a casa l’auto, non: vendila. Ma liberandosi dell’auto le si impedisce di occupare spazio anche quando non viene utilizzata, cioè quasi sempre, e soprattutto si inizia a creare un paese diverso
Per saperne di più leggi l'articolo: Il consumo di suolo un “effetto collaterale” dell’auto, ma nessuno ne parla

Nuov Grattacielo a Pinerolo: incontro con il Sindaco

COMUNICATO FORUM DEL PAESAGGIO

Forum  "salviamo il paesaggio"
​Pinerolo

Incontro pubblico sul futuro dell’area
​ ​
dei “Portici blu”
Venerdì 27 settembre ore 21
L’Amministrazione comunale di Pinerolo ha deciso, con una deliberazione del 2-3 luglio 2013, di alienare l’area dei “Portici blu”, via Chiappero angolo via Buniva a fianco del “Grattacielo”. Al suo posto potrebbe sorgere un “grattacielo bis” più piccolo di quello costruito:12 piani su via Chiappero e 7 su via Buniva e, al piano terra un centro commerciale (galleria) con piccolo spazio incontri. Lo scopo della vendita è incassare 1.688.000 €. necessari per il bilancio comunale.   
Si tratta di una  decisione che modifica il tessuto urbano del “centro storico” ottocentesco della nostra città e che può alterarne il paesaggio, oltre che la vita degli abitanti del quartiere. 
Per questo il  Forum “Salviamo il paesaggio” ha presentato  alcune osservazioni che elencano alcune criticità al progetto di variante urbanistica, che sono tutt’ora all’esame della Conferenza dei servizi, che, per legge, deve valutarla.  
Per favorire l’informazione e la discussione pubblica sul progetto, il Forum ha organizzato un incontro pubblico che si terrà venerdì 27 settembre alle ore 21, nella piazzetta dei “Portici blu”, cui parteciperà il Sindaco Eugenio Buttiero.  
In caso di maltempo l’incontro si terrà presso il Teatro del Lavoro, via Chiappero 12.

Carovana delle Alpi 2013: Legambiente fa il check up dello stato di salute dell’arco alpino

COMUNICATO STAMPA LEGAMBIENTE PIEMONTE

Sono un paradiso di bellezza e di biodiversità, un patrimonio da difendere e valorizzare. Sono le Alpi, un gioiello unico troppo spesso oggetto di una cattiva gestione del territorio e di abusi edilizi. A denunciare ciò è Legambiente che dal 2002 con la Carovana delle Alpi attraversa tutto l’arco alpino per effettuare un “check up” sullo stato di salute dell'ambiente assegnando le bandiere nere e quelle verdi. Quest’anno sono undici le bandiere nere che l’associazione ambientalista dà ai nemici della montagna, sette bandiere verdi date, invece, a chi ha saputo valorizzare l’arco alpino.
“Investire sull’ambiente alpino significa dare impulso all’economia locale, creare occupazione e le condizioni per migliorare la possibilità di "abitare" la montagna –dichiara Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta–. Servono però politiche regionali e locali che sappiano tutelare in modo adeguato lo splendido territorio montano, valorizzandone la storia, le risorse naturali e culturali.
Diverse le iniziative in programma: a Luserna San Giovanni (TO) i bambini dell'estate ragazzi, in collaborazione con l'Azienda agrituristica "Bacomela", saranno impegnati in attività di manutenzione e pulizia dei sentieri e delle sponde dei torrenti.
Per saperne di più: Carovana delle Alpi 2013: Legambiente fa il check up dello stato di salute dell’arco alpino

Abusi edilizi, il Pd ci ricasca. Legambiente: «Chi va con lo zoppo impara a condonare»

DAL SITO DI GREENREPORT.IT

Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente: «Chi va con lo zoppo impara a condonare. L’effetto contagio di questa strana maggioranza porta anche i senatori del Pd a proporre il loro condono. Anche se l’emendamento al disegno di legge Falanga, presentato dalla senatrice Rosaria Capacchione del Pd, lascia alle Procure la competenza sugli abbattimenti, la seconda parte del testo, relativo alla graduazione degli immobili, rischia di riaprire di fatto i termini del vecchio condono edilizio. Rimaniamo, infatti, perplessi sull’escludere dall’abbattimento i piccoli interventi fatti fino al 2003, data dell’ultimo condono. Chi controllerà e dimostrerà che gli abusi siano antecedenti al 2003 e non realizzati nel 2013?
Per saperne di più: Abusi edilizi, il Pd ci ricasca. Legambiente: «Chi va con lo zoppo impara a condonare»

Quando fermeremo davvero il consumo di suolo in Italia?

DAL FATTO QUOTIDIANO.IT

Per quanti hanno a cuore la difesa del paesaggio e dei suoli liberi, il documento diffuso in queste ore da Fillea Cgil e Forum italiano dei movimenti per la terra e il paesaggio è un fatto storico.
Il più grande sindacato italiano della filiera delle costruzioni (che conta più di 300 mila iscritti) e il Forum (che raggruppa 911 organizzazioni nazionali e locali attive in difesa del patrimonio paesaggistico italiano) annunciano con un comunicato stampa di aver siglato un documento congiunto all’interno del quale indicano con chiarezza una strada: stop definitivo alle nuove edificazioni su terreni liberi e azione decisa per il recupero del vasto patrimonio edilizio esistente e ad oggi non utilizzato o sfitto, restituendo ai territori la centralità di un primario ruolo nella ridefinizione delle pianificazioni urbanistiche.
Per saperne di più: Quando fermeremo davvero il consumo di suolo in Italia?

Campania, spunta il condono edilizio firmato Pd

DAL SITO DI GREENREPORT.IT

Dopo l’ennesima proposta del Pdl, che con una proposta di legge del senatore Ciro Falanga ha chiesto di togliere alle procure il potere di abbattimento, arriva il 19esimo tentativo di ripristinare il condono edilizio dal gennaio del 2010, ma stavolta porta la firma del Partito democratico della Campania.
A denunciarli sono stati due ex senatori del Pd, Roberto della Seta e Francesco Ferrante – ora esponenti di Green Italia – che sottolineano: «Sembra allargarsi sempre di più il fronte politico che intende dare il via ad un nuovo condono edilizio in Campania.
Per saperne di più: Campania, spunta il condono edilizio firmato Pd

In Sicilia finalmente crollano gli ecomostri

DAL SITO DI GREENREPORT.IT

Il lungo e minuzioso lavoro per la legalità porta risultati.
Il 6 giugno scorso le ruspe hanno buttato giù lo scheletro di 6 mila metri cubi che da 24 anni deturpava la splendida costa.
Sempre nello stesso comune, si stanno abbattendo le “villette degli assessori”, così soprannominate per i titolari della concessione edilizia che ne autorizzava la realizzazione.
Grande soddisfazione per Legambiente Sicilia da cui all’inizio degli anni novanta sono partite le denunce contro la speculazione e che, da tempo, chiede l’abbattimento delle villette.
Per saperne di più: In Sicilia finalmente crollano gli ecomostri

Legambiente: “Ennesimo tentativo blocca ruspe. Il Pdl propone di togliere alle Procure il potere di abbattimento”

COMUNICATO STAMPA LEGAMBIENTE NAZIONALE

Ci risiamo. Non riuscendo a far passare il condono edilizio, sono 18 i tentativi fatti - e per fortuna falliti - dal gennaio del 2010, ora i paladini dell'abusivismo provano ad attaccare su un altro fronte.
“Per salvare le case abusive, il senatore Falanga lega le mani a chi, in un Paese devastato dal mattone illegale, fino a oggi ha provveduto alle demolizioni - così dichiara il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza” - Quello di cui l’Italia ha urgente bisogno è un piano efficace e rapido per la lotta all'abusivismo, basti pensare che a Scala dei Turchi ci sono voluti 24 anni, seguito da interventi di riqualificazione edilizia, ambientale e di messa in sicurezza del territorio”.
Per saperne di più leggi l'articolo: Legambiente: “Ennesimo tentativo blocca ruspe. Il Pdl propone di togliere alle Procure il potere di abbattimento”

Proroga oneri di urbanizzazione per la spesa corrente dei Comuni

DAL SITO DI GREENREPORT.IT

Legambiente: “Una follia, così si spinge il consumo di suolo e si abbandonano le periferie al degrado”
Ieri il Senato ha approvato la proroga di due anni per l’utilizzo, da parte dei Comuni, degli oneri derivanti dalle trasformazioni urbanistiche per la spesa corrente invece che per strade, fogne e servizi pubblici. Un provvedimento votato senza clamore all’interno del cosiddetto decreto sblocca debito.
“Una pessima decisione da parte del nuovo Parlamento - ha commentato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente -. Si continuerà così ad assistere a trattative e scambi tra sindaci e costruttori, e a realizzare nuove costruzioni in cambio di risorse utilizzate per pagare gli stipendi e tenere aperti i servizi comunali.
“Chiediamo – ha continuato Cogliati Dezza - che nel passaggio alla Camera si fermi questa decisione sbagliata e oltretutto incomprensibile alla luce degli annunci fatti dal Ministro Orlando sul suo impegno a far ripartire il percorso della Legge Catania e la grande attenzione da parte dei cittadini nei confronti dei danni provocati dal consumo di suolo”.
Per saperne di più leggi l'articolo: Proroga oneri di urbanizzazione per la spesa corrente dei Comuni

Le ragioni ambientali della rivolta di Istanbul

DAL SITO DELL'ECO DALLA CITTA'

Sfociata rapidamente in una protesta contro il governo guidato da Recep Tayyip Erdogan e i suoi metodi autoritari, la mobilitazione della popolazione turca (già battezzata da molti "primavera turca") si è coagulata intorno ad un conflitto ambientale-urbano.
Centinaia di persone si sono accampate nei giorni scorsi al Gezi Parki, polmone verde a ridosso della centralissima piazza Taksim, per difendere i 600 alberi del parco che, secondo le intenzioni governative, dovrebbero far posto ad un grande centro commerciale (ospitato all'interno di un edificio di nuova costruzione con le fattezze di una vecchia caserma ottomana) e ad abitazioni di lusso.
I più noti sono sicuramente il terzo ponte sul Bosforo, il terzo aeroporto internazionale della città (che nelle intenzioni di Erdogan sarà "il più grande del mondo") e -sicuramente il primo in termini di impatto ambientale- il canale artificiale lungo 50 chilometri alternativo al Bosforo per il transito delle navi cargo.
Per saperne di più leggi l'articolo: Le ragioni ambientali della rivolta di Istanbul

Condono edilizio, il ministro dell’Ambiente Orlando: “Irricevibile ogni ipotesi”

DAL FATTO QUOTIDIANO.IT

E’ “irricevibile qualunque ipotesi di condono edilizio“. Questa la posizione espressa dal ministro dell’Ambiente Andrea Orlando sulla proposta avanzata dal presidente della Commissione Giustizia del Senato, Francesco Nitto Palma, nel corso della conferenza stampa di presentazione della campagna Oasi 2013 del Wwf per la natura d’Italia.”Non ci sono le condizioni – ha detto il ministro – neanche per ipotizzare un condono edilizio perché il nostro territorio è già stato massacrato da interventi di consumo indiscriminato del suolo e, a maggior ragione, di interventi illegali”.
Per saperne di più leggi l'articolo: Condono edilizio, il ministro dell’Ambiente Orlando: “Irricevibile ogni ipotesi”

Territorio fragile: in Italia rilevati in media 34 terremoti al giorno

DAL SITO GREENREPORT.IT

Il database Iside dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) ha segnalato il raggiungimento di un record significativo: la quota 100mila terremoti da quando ha iniziato ad archiviare e distribuire i dati della sismicità in Italia, cioè dal 16 aprile 2005. Quindi, la media dei terremoti rilevati dalla Rete sismica nazionale in 8 anni è superiore ai 12.000 eventi per anno, più di 1.000 al mese, intorno ai 34 terremoti al giorno.
«La regione meno attiva è la Sardegna, dove i processi geologici si sono rallentati e praticamente fermati molti milioni di anni fa-hanno aggiunto dall'Ingv- Al contrario, tutta l'Italia peninsulare risulta attiva, con una fascia pressoché continua di epicentri dalla pianura padana alla Sicilia. Anche l'arco alpino risulta attivo, particolarmente nei settori occidentale e orientale. Il Mar Tirreno è caratterizzato da terremoti profondi anche alcune centinaia di chilometri a causa della "subduzione" della litosfera del Mar Ionio sotto la Calabria»
Per saperne di più leggi l'articolo: Territorio fragile: in Italia rilevati in media 34 terremoti al giorno

Ad un anno dal sisma dell´Emilia: l'allarme del Consiglio nazionale dei geologi: «Dal 2003 ad oggi oltre 258.000 case illegali»

DAL SITO DI GREENREPORT.IT

Ermete Realacci presenta un disegno di legge per monitorare ed abbattere gli abusi.
«I dati sull'abusivismo edilizio sono purtroppo ancora oggi allarmanti, se si pensa che in Italia nel 2011, sono stati realizzati quasi 26mila abusi, tra nuove case o grandi ristrutturazioni, pari al 13,4% del totale delle nuove costruzioni. E dal 2003, anno dell'ultimo condono edilizio, a oggi, sono state costruite oltre 258mila case illegali, per un fatturato complessivo di 1,8 miliardi di euro. Immobili che non si riesce nemmeno ad abbattere, infatti da una ricerca di Legambiente su 72 comuni capoluogo di provincia, emerge che in Italia dal 2000 al 2011 sono state emesse 46.760 ordinanze di demolizione, ma ne sono state eseguite solo 4.956, ovvero circa il 10%».
Sarcasticamente si potrebbe dire che qualcosa si è fatto, non è quello che si sarebbe dovuto fare, ma serve a capire quanto sia strano questo Paese. Ad esempio da alcuni parlamentari della precedente legislatura è stata proposta una ennesima legge di condono edilizio, utile certo a recuperare nell'immediato un po' di quattrini, che tuttavia sappiamo di dover restituire decuplicati in un futuro non troppo lontano, quando saremo costretti a trovare le risorse per sopperire ai danni di una ennesima frana o di una ennesima alluvione.
Per saperne di più leggi l'articolo: Ad un anno dal sisma dell´Emilia: l'allarme del Consiglio nazionale dei geologi: «Dal 2003 ad oggi oltre 258.000 case illegali»

Censimento sul cemento: il vostro Comune ha risposto?

DAL SITO DEL FATTO QUOTIDIANO.IT

Nel 2011 si costituì a Cassinetta di Lugagnano il Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio, cui aderirono tutte le maggiori associazioni ambientaliste italiane, e non solo.
Il primo atto di quel Forum fu di fare un censimento del cemento in Italia, inviando una lettera ai Comuni italiani in cui si chiedeva essenzialmente di indicare quante abitazioni e quanti edifici produttivi fossero stati costruiti ma fossero altresì non utilizzati, vuoti, sfitti.
Si diede come termine per adempiere il 31 ottobre 2012, prorogato poi al 31 dicembre successivo. Ma il risultato si può definire eufemisticamente deludente: 8056 comuni interpellati. Solo 501 risposte. All’incirca un comune su sedici.
I nostri comuni non hanno, ma soprattutto non vogliono avere un’idea dello stato del loro patrimonio edilizio? E, di conseguenza, che essi pianificano senza tenerne conto ma solo in base a calcoli puramente economici, tipo introiti da oneri di urbanizzazione ed Imu? oppure in base alla spinta della lobby delle costruzioni, che si lamenta comunque del periodo di crisi?
Per saperne di più leggi l'articolo: Censimento sul cemento: il vostro Comune ha risposto?

Ponte sullo Stretto di Messina, altro giro elettorale altro regalo: pronta l’ennesima proroga?

DAL SITO GREENREPORT.IT

Cinque associazioni ambientaliste, Fai, Italia Nostra Legambiente, Man e Wwf, lanciano oggi una clamorosa denuncia contro l'esecutivo tecnico che anche un avvertimento a chi (risultati elettorali permettendo) dovrà governare l'Italia: «Dopo che il Governo in carica ha tenuto in vita artificialmente ancora per due anni il progetto del ponte sullo Stretto di Messina che manca dopo 10 anni della fattibilità tecnica e di quella economico-finanziaria, voci insistenti fanno trapelare che nella riunione del Consiglio dei Ministri di domani, con un'intollerabile, ulteriore forzatura se fosse confermata, si vorrebbe prorogare con decreto il termine perentorio del primo marzo 2013
Fai, Italia Nostra Legambiente, Man e Wwf concludono: «Speriamo proprio che nessuno pensi di piegare la legge: se il primo marzo SdM SpA ed Eurolink non saranno stati capaci di arrivare a trasmettere al Governo il testo dell'atto aggiuntivo, si deve mettere la parola fine alla storia indecente del Ponte sullo Stretto di Messina (dal costo abnorme di 8,5 miliardi di euro, oltre mezzo punto di Pil). Sono ben 10 anni che il progetto del ponte sullo Stretto di Messina (nel 2003 è stato presentato il preliminare) non riesce a stare in piedi: sono state chieste ben 223 integrazioni, date le scandalose lacune ed omissioni del progetto definitivo presentato nel 2011 da Eurolink, riscontrate dalla Commissione di valutazione di impatto ambientale.
Per saperne di più leggi l'articolo: Ponte sullo Stretto di Messina, altro giro elettorale altro regalo: pronta l’ennesima proroga?