Pinerolo: blocchi stradali dei forconi, parla uno dei leader

DAL SITO DELL'ECO DEL CHISONE

La protesta dei "forconi" sta crescendo nel Pinerolese, difficile pensare che sia nata spontaneamente.
Molti si chiedono chi stia dietro all'organizzazione, indicando in certi casi la figura di Diego Bianciotto, commerciante di Pinerolo di autocarri militari e Recupero Rottami. A precisa domanda lui risponde: "Sì, sono io il riferimento per la zona, ma non abbiamo collegamenti con altri gruppi; abbiamo letto su Internet di questa protesta nelle settimane scorse, mi è sembrata giusta, quindi ho fatto un giro di telefonate tra amici e colleghi e ho visto che c'era adesione, non uno che mi abbia detto no, e così abbiamo deciso di manifestare!".


Ci si chiede anche quanto durerà la manifestazione: "Andremo avanti forse anche sei, sette giorni, finché non ci ascolteranno" afferma Claudio Sarzotti, un altro dimostrante della prima ora, impresario nel settore di autodemolizioni a Pinerolo e Bricherasio, che ammonisce: "Oggi passa ancora qualcuno che ha esigenze, ma domani non passerà più nessuno, solo le ambulanze".
Intanto a Pinerolo, il blocco del traffico da parte dei "forconi" si estende anche all'imbocco di via Martiri e a Ponte Chisone, rallentando fortemente l'entrata in città. In queste ultime ore è stata bloccata anche la rotonda di svincolo a Buriasco, per le direttrici Vigone-Macello.
Difficile dare una mappa precisa dei blocchi in quanto i protestanti, attraverso una rete di coordinamento affidata alla cellullare, occupano al passare delle ore nuove vie di fuga" fino a quel momento libere.
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“Ci saranno altri Forconi”

DAL SITO DELLO SPIFFERO

Qual è il segno della protesta che ieri ha tenuto in ostaggio Torino? Per lo storico Berta non si tratta di un fuoco di paglia: “Ormai basta una categoria per paralizzare la città. Le vertenze nelle fabbriche lasciano il posto alle rivolte dei padroncini” 
 

«Episodi come questo sono destinati a moltiplicarsi con esiti sempre più incerti» spiega lo storico dell'economia Giuseppe Berta. La miscela è esplosiva: «Abbiamo assistito alla saldatura tra una categoria, gli autotrasportatori, un nucleo organizzato di esercenti, e chi ha manifestato solo per menare le mani».
Mercatali, camionisti, piccoli padroncini, ultras del calcio, centri sociali: c’era di tutto ieri in piazza. Quanto mai confuse le argomentazioni e le rivendicazioni di gente che tra loro aveva poco o niente in comune: l’unico collante era la rabbia, in un contesto di crisi economica, etica e politica in cui le classi dirigenti e le istituzioni hanno perso credibilità.
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Treni regionali, l’incubo dei pendolari La classifica delle peggiori tratte ferroviarie

DAL SITO DEL CORRIERE.IT

Sono l’incubo dei pendolari. Treni sporchi, perennemente in ritardo, oppure così rari su tratte affollatissime. Legambiente ha stilato la classifica delle dieci peggiori linee ferroviarie regionali, nell’ambito della sua campagna Pendolaria.


I fondi destinati al trasporto pubblico sono stati drasticamente ridotti negli ultimi anni. Secondo le stime di Legambiente, rispetto al 2009 le risorse da parte dello Stato per il trasporto pubblico su ferro e su gomma sono diminuite del 25% e le Regioni, a cui sono state trasferite le competenze sui treni pendolari, non hanno investito né in termini di risorse né di attenzioni.
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Torino ostaggio dei “forconi”

DAL SITO DELLO SPIFFERO.COM

Il capoluogo piemontese paralizzato dalla protesta poujadista guidata da un'accozzaglia di elementi: mercatali, ultras del calcio, ambulanti, padroncini. Intimiditi i negozianti, bloccate le stazioni ferroviarie. Tafferugli e scontri sotto Regione e Comun..


“La manifestazione di oggi è stata promossa da un movimento spontaneo, il Coordinamento 9 dicembre, che non ha nulla a che vedere con il movimento dei forconi”. A precisarlo è il portavoce torinese del Coordinamento, Andrea Zunino, che sottolinea: “siamo molto soddisfatti per la partecipazione ai nostri tre presidi che, avendo come unica bandiera il Tricolore, non hanno violato alcuna norma dei codici civile, penale ed etico.
“Con il Coordinamento 9 dicembre - aggiunge - sono scesi in piazza quei cittadini che non si riconoscono in alcun partito, sigla sindacale o altra organizzazione e che per questo hanno deciso di dire basta e di chiedere che vengano riaffermati i principi sanciti dalla Carta Costituzionale. Siamo scesi in piazza per difendere i diritti di una fascia di popolazione che sta soffrendo pene infernali, piccoli commercianti, artigiani, ambulanti, per questo non possiamo riconoscerci in chi ha compiuto gesti di intimidazione proprio verso le categorie che vogliamo difendere”, conclude.
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Al via Pendolaria la campagna di Legambiente per il trasporto ferroviario pendolare

COMUNICATO STAMPA LEGAMBIENTE NAZIONALE

Legambiente ha redatto e diffuso il manifesto "Siamo tutti sullo stesso Treno" e chiesto ai sindaci dei comuni dove passano alcune delle linee pendolari più importanti d'Italia di sottoscriverlo, per reclamare attenzione e risorse da parte di governo e regioni affinché si investa in maniera prioritaria sul trasporto ferroviario pendolare.



I sindaci che sottoscriveranno il manifesto per i pendolari si impegneranno anche a essere i primi protagonisti di una riorganizzazione della mobilità all'interno dei propri Comuni, a partire dal trasporto pubblico e dalla riqualificazione delle stazioni ferroviarie e degli spazi pubblici prospicienti per farne delle aree accoglienti e sicure e facilmente accessibili, per migliorare la qualità di vita dei cittadini e diminuire traffico e inquinamento.  
Legambiente invita, inoltre, i primi cittadini a ripensare le scelte di pianificazione urbanistica per evitare il consumo di suolo.
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Non solo ambiente: i trasporti urbani sostenibili salvano vite umane

DAL SITO DI GREENREPORT

Anche le città che favoriscono le biciclette hanno anche visto significativi benefici nella sicurezza . Copenaghen e New York, che hanno entrambi investito nella realizzazione e ampliamento delle reti ciclabili ed hanno promosso l’utilizzo della bicicletta hanno avuto grandi risultati. A Copenaghen, tra il 1998 e il 2009, il volume totale del traffico ciclistico è aumentato del 28%, mentre il tasso di infortuni e decessi dei ciclisti è diminuito del 53%. Anche New York nel 2010 aveva triplicato il numero di pendolari in bicicletta rispetto al 2000, mentre il tasso di infortuni in bicicletta è diminuito di oltre il 70%.



E i vantaggi per la sicurezza delle piste ciclabili non si limitano ai ciclisti. Uno studio ha trovato che a New York le strade con piste ciclabili sono più sicure anche per i pedoni, cosa che potrebbe legata alla riduzione della velocità del traffico automobilistico quando si istituiscono piste ciclabili e percorsi pedonali.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), il traffico automobilistico fa più di 1,2 milioni di vittime all’anno, un numero in aumento, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito.
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Quei trentenni che salvano i lavori antichi

DAL SITO DEL CORRIERE

Mario Cicero, 35 anni, ha iniziato nel 2003: «Il primo raccolto non sapevo bene cosa fare...». Oggi è il referente del presidio Slow Food dei raccoglitori di manna del Palermitano.

La Cgia di Mestre ha stimato che in otto anni nessuno chiederà di occupare 385 mila posti «ad alta intensità manuale». I ragazzi sognano un avvenire diverso perché spesso non conoscono la bellezza (e la capacità di ottenere reddito) che può nascondersi dentro la pratica artigianale.
Anche Mario Cicero, il raccoglitore di manna, fa un lavoro antico ma con una tecnica moderna. «Utilizzo l’igrometro per controllare l’umidità e decidere quando è il momento giusto per l’intaglio delle piante. E una quindicina di anni fa Giulio Gelardi, di Pollina, è stato il primo a utilizzare il filo di nylon per convogliare la linfa. Non bisogna più aspettare otto giorni come una volta, che goccia dopo goccia si depositasse sulle pale di ficodindia. Così ottengo un prodotto purissimo, e lo vendo pure a un prezzo migliore».
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