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17 settembre 2012

Passera, un ministro del secolo scorso

DAL FATTO QUOTIDIANO.IT

Se dovessimo sintetizzare le proposte energetiche del governo, promosse dal Ministro Passera, potremmo dire “avanti tutta nell’estrazione di petrolio e gas, e avanti anche sulle rinnovabili, ma senza adeguati strumenti di promozione: in pratica rallentiamo sulle rinnovabili che, a detta del governo, costano “troppo”. Una posizione simile, ma perlomeno esplicitata con più chiarezza, la si può leggere nel programma di Mitt Romney nel quale la parola “cambiamenti climatici” è citata una sola volta e solo per sminuirne la portata. Al contrario del programma di Obama che la cita 18 volte, e con preoccupazione (anche se bisogna ricordare che, finora, il bilancio dell’amministrazione USA sul tema clima è stato assai deludente).
Se il tema della riduzione della dipendenza dall’estero è comprensibile, vale la pena di ragionare su cosa questo significhi in soldoni. La stessa bozza SEN, infatti, ricorda come le risorse petrolifere e di gas presenti in Italia – prevalentemente nel sottosuolo a terra, in misura marginale sotto il mare – potrebbero soddisfare l’intera domanda interna per cinque anni, non di più. L’idea di muovere investimenti significativi per estrarre l’ultimo petrolio e l’ultimo gas rimasto nel sottosuolo italico, ha qualcosa di tragicomico. Il declino di queste risorse è ineluttabile, e sarà assai più rapido in Italia che altrove.
In conclusione, invece di continuare a investire ingenti risorse per l’estrazione petrolifera e di gas è necessario spostare questi investimenti per portare efficienza e rinnovabili al centro del sistema industriale dell’energia.
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